l'armocromia, scopri i colori che ti valorizzano!

Tuesday, March 29, 2022

COME SCEGLIERE I COLORI CHE TI ILLUMINANO

Vivere a colori è il segreto della felicità? Certo, ma bisogna scegliere quelli giusti. Armocromia è la risposta. Il metodo ideato da Rossella Migliaccio per valorizzare la propria bellezza naturale, ora anche un libro bestseller e unico riferimento nel suo genere. Identificare la nostra palette personale per riconoscere i colori che ci sono amici, declinandoli in abiti, accessori e make-up, in modo da valorizzare la nostra unicità e il nostro fascino. Un metodo scientifico, ma anche una piccola magia, che Rossella Migliaccio racconta sul suo blog, rm-style.com, con uno storytelling didascalico e spontaneo. Nessun giudizio o divieto, il punto di partenza è l’unicità di ognuno di noi.

“User engagement and experience has become a major focus for any web-based service in recent years”

“L’Armocromia si basa su un metodo oggettivo. Nel libro sono molto analitica. Si tratta di un’analisi scientifica, visto che parliamo di pelle, occhi e capelli, e dei colori che ci appartengono, determinati dai livelli di emoglobina e carotene. Detto questo, l’Armocromia porta con sé una specie di magia. Il metodo dei colori amici rivoluziona la vita, non solo l’immagine. Una frase ambiziosa, ma che rivela la propria verità nella semplificazione dei piccoli gesti di ogni giorno. Una migliore gestione del guardaroba e dello shopping, fondamentale per chi tende ad acquistare in modo compulsivo ma anche per chi non lo ama, o addirittura lo trova frustrante. E’ una guida per ottimizzare le risorse, in termini di tempo, soldi e spazio nell’armadio”.

“C’è poi una parte più psicologica. Quando ci vediamo meglio, ci sentiamo meglio. Soprattutto in mezzo alla gente. Nello scoprire i colori amici si attiva un circolo virtuoso che libera dai colori che ci mettono in ombra, neri e affini, cromie sicuramente eleganti ma spesso utilizzate come rifugi da chi ha quasi paura del colore. La definirei una metafora della vita: riscoprire il colore per rimettersi in luce”.

Come funziona l’Armocromia: le 4 stagioni e i sottogruppi

“Il metodo storico della teoria del colore è quello stagionale. Le categorie cromatiche si dividono prendendo il nome delle quattro stagioni – primavera, estate, autunno e inverno – sulla base dei colori che la natura assume in quel periodo dell’anno. L’autunno è evocativo dei gialli, rossi e marroni. La primavera ha i colori più brillanti del paesaggio che si rigenera. E’ una divisione convenzionale che non fa riferimento alla data di nascita, ma deriva da quelli che sono i nostri colori in termini di sottotono – caldo o freddo – e intensità – brillante o soft. Incrociando queste due variabili otteniamo le quattro categorie, che non sono ovviamente sufficienti a catalogare l’umanità. Negli anni sono stati quindi aggiunti i sottogruppi. Nuove teorie che amplificano quella stagionale senza contraddirla”.

Un metodo nel quale la parte più impegnativa è quella del misurare i livelli di sottotono, intensità, valore e contrasto, ma che diventa poi intuitivo e rassicurante. Una volta capite le proprie caratteristiche cromatiche non resta che ripeterle. Ecco perché si parla di Armocromia, per quell’armonia che si crea tra colori personali e quelli che indossiamo, procedendo per ripetizione.

A proposito del metodo scientifico, ci sono i famosi drappi…

Esistono kit professionali per eseguire una seduta di Armocromia. Si dispongono sotto il viso in un certo ordine per capire come occhi e incarnato reagiscono a un colore rispetto ad un altro. I kit sono strutturati per misurare il valore di sottotono, intensità, contrasto e valore in modo da determinare sia la stagione di riferimento, sia il sottogruppo, qualora si appartenesse ad uno di essi.

Nel tuo libro ripercorri le tappe che hanno portato alla nascita dell’Armocromia, partendo dal cinema con la nascita del technicolor per poi analizzare costumiste, dive di Hollywood e addirittura personaggi dei cartoni animati…

Il cinema ha dato un imprinting allo studio del colore. Le costumiste di Hollywood sono state le prime consulenti di immagine, creando dive iconiche. Con il passaggio al technicolor hanno capito che il colore poteva essere la leva per esaltare un personaggio. Guardano i vecchi film di Grace Kelly e altre dive ci si accorge di come queste abbiano sempre la stessa palette.

Parliamo di nero, colore del quale riveli verità e falsi miti…

Io non sono nemica del nero. E’ bellissimo ed elegante, oltre a essere sempre efficace. Lo considero un colore come gli altri. Se ci valorizza o lo sentiamo nostro è un elemento distintivo. Tante volte però lo si sceglie per pigrizia, per la paura di non saper abbinare o di essere appariscenti. Lo considero sopravvalutato. Se si tratta di una scelta consapevole e valorizzante, ben venga. Altrimenti vale la pena scoprire qualche colore che ci merita di più.

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